Rubrica poesia dal mondo, puntata a cura di Marco Eugenio Cosolo Petrucco: Emir Sokolović

Rubrica poesia dal mondo, puntata a cura di Marco Eugenio Cosolo Petrucco: Emir Sokolović

 

        

 

Non sono stato l’unico ad incontrare la poesia di Sokolović, fortunato, in terre ancora non facili. Troppo semplice sarebbe la ricerca di assonanze quando i versi vivono sviluppandosi in percorsi vitali di una coralità essenziale, senza nulla lasciare ad un consumo che non trasporti momenti densi di significato. Una piccola scelta di poesie proposta dall’autore permette di proseguire in percorsi tanto delicati quanto ampi e arricchenti.

 

 

NEMA…

Kad pogled
u prsti utkaš
i osmjeh il’ tugu
na jagodice utkaš
znaj da svijet
ti je u oku
dok zjena prazna osta.
I sjete nema…
Kad lice
krilima lomnim sviješ
i dah il’ krah
na obraze utisneš
znaj da ptica
ti je u oku
mada zjena prazna bi.
A sjete nema…
Nema
mada kapci otežali
sliku ti priječe
a taj suzu što izgna
pruža ruke
dotičući ti san
san unutar stkan
stkan i uplakan.
A sjete nama…
           

NON C’È

Quando lo sguardo
nelle dita intrecci
e il sorriso o la tristezza
nello zigomo ordisci
sappi che il mondo
sta dentro il tuo occhio
mentre la pupilla resta vuota.
E la malinconia non c’è
Quando il viso
Con le ali fragili copri
e il sospiro o il crollo
sulle gote imprimi
sappi che l’uccello
sta nel tuo occhio
anche se la pupilla è vuota.
E la malinconia non c’è…
Non c’è…
malgrado le palpebre pesanti
impediscano la visione
e quello che strappa la lacrima
allunga le mani
toccandoti il sogno,
il sogno intimo ordito,
ordito e in lacrime
e la malinconia non c’è…

*

IME

Stopa. Stopa. I još jedna. I još, još…
109.573 i lica nigdje
Pijesak, Zrno. Plam i prah
111.716 I lica nigdje a žica je sve
A zna se da je Demon naš
i nama što hodi Glas božiji na lavež što svodi
Mi oči imamo da nerosile bi

Stopa. Stopa. I još jedna. I još. još…
118.714 I lica nigdje
Pijesak. Zrno. Zorno. Plam i prah
119.242 i lica nigdje a lavež je sve
A oči nebesne kiklopske oči urokljive
Ispred Glasa našeg hode
Dok mi zjene imamo samo da molile bi

Stopa s osmijehom, stopa nesputana
Azur u dupljama a bol u prsima
Samo s pjesmom mrijet se može
174.816
186.914
194.219
I, nasuprot svega, lica nigdje…

IL NOME

Un’impronta. Un’impronta. E un’altra, un’altra ancora…
109.573 e volti non vediamo
La sabbia, il grano. La fiamma e la polvere
111.716 e volti non vediamo e tutto è filo spinato
Questo sappiamo è il nostro Demone
Mentre percorriamo la Voce di dio al grido rabbioso che discende
Gli occhi abbiamo che Nerone avrebbe (= Non abbiamo occhi per piangere)

Un’impronta. Un’impronta. E un’altra, e ancora, ancora…
118.714 e volti non vediamo
La sabbia. Il grano. Vividi. La fiamma e la polvere
119.242 e volti non vediamo e tutto è un grido di rabbia
Un occhio ciclopico nel cielo, l’occhio del male
Al cospetto della Voce del nostro cammino
Mentre noi neanche abbiamo dio per pregare

Un’impronta sembra un sorriso, impronta sfacciata
Azzurro nella volta del cielo e dolore al torace
Solo si può morire con una poesia
174.816
186.914
194.219
E, di contro a tutto, non vediamo volti

*

SANJAR BI A ŽIVOT NIJE SAN
(Salvatore Kvazimodo)

U sebe porinut
A bokovlje nečuvano
Gdje talasi nutrinu
Oblikuju uz
Htijenje da
Sunce skrit se može
U džepu koji
Bušan ne zna biti

Ugrljen između
Obala što Jedno su
Most ne trebaše
Jer za premost
Glas je uvijek dovoljan
A zan onome
Komu mastilo je
Usud i prije
No trag što osuši se…

IL SOGNATORE FU MA LA VITA NON È UN SOGNO
(Salvatore Quasimodo)

Proiettato dentro se stesso
Presta il fianco
Ad inconsci assalti
Che si formano
Con lo scopo
Di offuscare il principio vitale
Trafitto senza saperlo

Nella gola
Tra le pareti del canale
Non c’è bisogno di un ponte
Poiché l’emissione è rettilinea
La voce è sufficiente
È il velo di colui il quale
Ha per Destino la scrittura
Prima ancora che l’idea inaridisca

    

(traduzioni di Natasha Butinar)

       

Emir Sokolović è nato nel 1961 in SFR Jugoslavia; finora ha pubblicato 9 libri d’autore: “Gdje i zašto” (Edizione Foreman-Bergamo 1983), “Apokalipsa” (1994), “Bio je tada trska” (1998), “Paris – ili zalud je razapinjati Krista” (1999), “Oslobađanje” (2003), “Lako je jurišati na nebo koje ćuti…” (2011), “Una era canna allora” (casa Rocco Carabba 2013), “Poetica Demonica” (Kultura snova – Croatia – 2014), “Ples među podsjenama” (2014),  “Paride – o è inutile crocifiggere Cristo” (Providenca” – Croatia) “Ogledi” ( “Providenca” – Croazia – 2016), “la Banca” (Teatro Nazionale di RS” – Bosnia ed Erzegovina – 2017) e “Vjetrovi / I VENTI” (Providenca – Croazia – 2017).
Ha curato, insieme a Paolo Maria Rocco, l’“Antologia Di Poeti Contemporanei Dei Balcani” (LietoColle – Italia – 2019).
Dal 2012, gestisce il club artistico Plava paleta (Tavolozza blu). Dal 2015 organizza senza alcuna assistenza finanziaria il Festival Letterario Internazionale “Pero Živodraga Živkovic. Un gran numero delle sue opere sono anche in forma di audio libri non commerciali, donati all’Associazione dei Ciechi.
Ha partecipato al Simposio Internazionale sulla cultura Aromanian Constantin Belimace 2010 ed è stato ospite d’onore sloveno a Sosnowiec (Polonia) nel 2010. Il suo testo drammatico “Paris – o è inutile crocifiggere il Cristo” è stato tradotto e messo in scena a Cracovia.

        

Emiliano Barbieri, Cile

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