Rubrica Poeti che scrivono a poeti. Da Narda Fattori a Neruda

Rubrica “poeti che scrivono a poeti”:
da Narda Fattori a Pablo Neruda.

                  

   

Dato il successo riscosso fra gli autori e fra i lettori dell’inserto speciale di luglio 2013,  abbiamo deciso di istituire la rubrica “poeti che scrivono a poeti” nella quale pubblicheremo le “lettere” poetiche e anche le eventuali risposte ad esse che dovessero pervenire. Invitiamo dunque gli autori che hanno qualcosa da dire ai loro colleghi contemporanei o anche dei tempi andati ad inviarci le loro opere. 

In questo numero proponiamo una “lettera” di Narda Fattori a Pablo Neruda.

    

(Pablo Neruda)

   

Il vento veglia i violini gitani
nella notte che ascolti
i ragazzi che parlano d’amore
sono bionde e piene le spighe
ragazze dagli occhi d’oliva.
Oh come canta il gufo
come se la notte fosse sua
e nel silenzio dei mirti
ricama la monacella
una camicia per le piaghe
dell’uomo che a sud s’immola
come un vitello su altari
di mala erba e muore
la magnolia rigida e lustra
il mio ibisco di fiori rossi
e nubi e montagne hanno distanze
deserte da rompere il cuore.

Nessun garofano virile
-Pablo- lungo il Guadalquivir
verde luna più non piove
su erba fresca su favole
di fonti
già l’infanzia fu rotta come
argilla cotta col duro martello.

Tienimi come un grillo
fra steli di trifoglio che canta.

franz marc (1)

5 thoughts on “Rubrica Poeti che scrivono a poeti. Da Narda Fattori a Neruda”

  1. Mi hai ispirato questa, semplice semplice, per il mio poeta portoghese…

    A Fernando Pessoa

    Le mattine che al fiume sostavi
    Fernando
    eri solo con l’animo triste
    ti sfiorava i capelli la bruma
    e nel silenzio udivi i battiti
    del cavallo ansimante nel petto

    Solo le allodole venivano
    a darti il buongiorno
    volteggiando sopra il Tago
    poi verso te viravano
    incontro alla tua malinconia

    Quale festa oggi per te
    Fernando
    se sedesse qui al mio fianco
    la tua inquietudine che
    dissipare vorrei con un canto
    accendendo un sorriso
    sul tuo volto severo

    Via quegli occhiali scuri
    e il cappello da mago
    scrivi lunghe lettere d’amore
    Fernando
    e ridi e contagiami
    soltanto di sana allegria

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