Un esperimento: rubrica tre pregi e un difetto. Su “Coniugata con la vita” di Miriam Bruni

Un esperimento: rubrica tre pregi e un difetto. Su “Coniugata con la vita” di Miriam Bruni.

   

   

Cari lettori, a noi piace stupirvi e sperimentare. L’ultima diavoleria che ci è venuta in mente è una nuova rubrica dal titolo:   Tre pregi e un difetto che verrà curata da Rita Galbucci.

Quando leggiamo un libro di poesie ognuno legge un SUO libro, legge dei SUOI versi, li vede necessariamente in maniera differente. Allora vogliamo provare a vedere l’effetto che fa uno stesso libro su tre, quattro lettori. A questi chiediamo di individuare, in maniera sintetica, veloce, tre pregi, ma anche un difetto, perché nelle recensioni, nelle prefazioni, nelle presentazioni, ci si comporta nello stesso modo che con il caro estinto: si evidenziano solo i pregi, mentre tutto il negativo viene rimosso. Ma un libro di poesia è meglio che viva, che non sia solo commemorato, che se ne discuta e all’occorrenza si individuino le piccole crepe, o anche le proprie idiosincrasie rispetto a certi aspetti del testo. Al momento questa rubrica rappresenta solo un esperimento. Saremmo lieti se si facessero avanti volontari in veste di autori (inviandoci il PDF del loro libro) e in veste di lettori pronti a esprimere un parere, e sarebbe ancora più interessante se intorno ai commenti si sviluppasse un confronto, un dibattito. Sempre con lo scopo dichiarato di portare la poesia ai lettori.

Per questa prima uscita si è immolata l’autrice Miriam Bruni offrendo in analisi il suo “Coniugata con la vita”. , di recentissima uscita. E si sono offerti per lettura e commenti Paolo Polvani, Rita Galbucci, Gabriella Modica e Giacomo Vit.

Ed ecco i risultati:

su Coniugata con la vita di Miriam Bruni, Terra d’ulivi ed. collana I Granati 2014

  • Paolo Polvani

Il primo pregio di questo libro è che ti viene incontro con una dichiarazione d’intenti, una specie di biglietto da visita: esprime fin dal titolo, Coniugata con la vita, la sua piena adesione a quel fiume a tratti impervio e impetuoso che fonda e dà sostanza al vivere.

Inoltre indirizzano e agevolano una piena comprensione e partecipazione ai testi quelle sezioni, altrettanto enunciative di un progetto, che formano la scansione del volume: CONTEMPLARE, CREDERE, ESPERIRE… E la propensione agli spazi bianchi, ai significati sospesi.

Il secondo pregio è costituito dalla pulizia della scrittura. Qui tutto è terso e netto, non esistono sbavature, digressioni inutili, ma soltanto parole funzionali, come un arredamento che intende abolire i ninnoli, i fronzoli, gli orpelli. Un nitore che sa di classicità ma anche di buone letture, di scelte a volte sofferte, insomma qui il linguaggio viene centellinato con precisione, gli sono state prese le misure, il tessuto viene usato con parsimonia. Un rigore estetico che parla in maniera esplicita di un rigore umano altrettanto severo.

Per esempio qui: – E tu, mimetizzato nel mio cuore / come i frutti ancora verdi del melo estivo.- Riconosco la maestria dell’artigianato dall’uso parco degli aggettivi. L’aggettivo dilata, allarga, piace a chi a volte si mostra titubante, desideroso di una poesia pingue, mentre qui siamo in presenza dell’elogio della magrezza, di una scarna essenzialità che dice senza lasciarsi andare, preferisce l’allusività degli spazi bianchi.

Il terzo pregio è la sua decisa fruibilità, la godibilità di un canto cui è difficile non unirsi, sia quando proclama la bellezza del vivere, sia quando il verso ripiega su sentimenti dolorosi. La poesia di Miriam chiama a una partecipazione spontanea, un’adesione ai moti del cuore e del sentire in cui è facile riconoscersi, specchiarsi. Una poesia che trabocca di gioia e dona gioia, come in questi versi:

Certe mattine sento l’amore
salirmi fino agli occhi,
la retina, le ciglia, e da lì
ridiscendere nel cuore,
dopo aver guardato
il mondo, mia famiglia.

Ci sono molti altri pregi su cui indugiare, ma la direttiva è di fermarsi a tre appena.

Per quanto riguarda i difetti, volendo adempiere fino in fondo al compito affidatomi, mi sono lanciato come un segugio sulle orme di possibili crepe nel testo, e non sono riuscito a trovarne, posso solo azzardare una mia personale idiosincrasia, ma si tratta di questioni di gusto personale, giusto un cenno a un paio, non di più, di immagini forzate, quelle pupille dei seni per esempio, e certi bombardamenti aerei. Ma ripeto, si tratta di gusti personali. Il libro è fresco, giovanile, trabocca di entusiasmo e di gioia di vivere, come appunto si addice a una giovane donna da poco Coniugata con la vita.

    

  • Rita Galbucci 

Non è difficile iniziare elencando i pregi di questa raccolta :

Il primo pregio è certamente quello di una scrittura che si insinua con la forza propria della poesia, senza se e senza ma, prima ancora di cogliervi un segno tangibile di contenuto la poesia arriva in stato puro di parola, di canto . Una musicalità che trasmette commozione prima ancora di capirne il perchè :

E la necessità è così forte, di riposare,
che solo lì vorrei sostare e deporre
le mie tempie: su ginocchia pure

Il secondo pregio è la valenza forte dell’introspezione, leggendo le poesie di Miriam Bruni in questa silloge ci si ritrova al confronto con riflessioni esistenziali a tutto tondo, in modo naturale e per questo sorprendente ed emozionante. Il lettore rischia a tratti  di confondere  se stesso con la scrittrice per i temi universali trattati

A volte mi sembra di invecchiare così
precocemente; di atteggiarmi
e soffrire come i matti, spudoratamente.
E’ un flauto che non suona
il tuo collo caldo del mattino, e tutto
è un po’ convulso. Ma vedo
chiaramente quanto poco conosciamo
noi stessi, le nostre volontà
e quelli con cui ci intratteniamo…

Il terzo pregio è il crescendo della tensione, la successione delle poesie nelle diverse sezioni non ricade mai su ritmi blandi, ma piuttosto sempre incalzanti a dimostrazione che pure la costruzione dell’intera raccolta è frutto di un lavoro consapevole e non lasciato al caso.

Io credo
che l’amore vero
non possa
che restare vivo

E ora un difetto : l’unico appunto sostanziale che mi sento di fare  con umiltà a quest’opera  è quello di cedere talvolta a piccoli manierismi di forma che non regalano nulla all’effetto bensì un poco lo sviliscono, mi riferisco a parole come meriggio, cuori vermigli, ginestre già lontane, color . Miriam Bruni non ha nulla da chiedere alla forma classica a sostegno della propria credibilità di poetessa, è solida e matura.  Una maggiore spinta  e fiducia verso una propria originalità distintiva sarà la prossima tappa di sfondamento.

     

  • Gabriella Modica

Coniugata con la vita è la seconda raccolta di Poesie di Miriam Bruni.

Tre pregi riconoscibili in quest’opera, partendo dall’alto verso il basso, come si fa guardando un quadro sono:

1: La richiesta implicita, fin dai primi versi, ad abbandonarsi, lasciandosi coinvolgere più che in una lettura, in un abbraccio, in uno scambio reciproco di umanità, in una discesa verso i limiti del profondo.
Quasi come se l’invito fosse quello a raccontarsi, a comunicare sussurrando durante la lettura: “-Sai, è vero, anche a me è accaduto questo…”

2: Un gradevolissimo utilizzo della metafora;

3: Il ritrovarsi quasi senza accorgersene, sulla soglia dell’ermetismo. Nei luoghi in cui lo specchiarsi diventa un impegnativo atto di volontà.

Un difetto.

Se di difetto trattasi, i riferimenti a figure geometriche, e a verticalismi-orizzontalismi, indicano una ricerca in embrione. Forse, è la ricerca di equilibri possibili, o il retaggio dell’immagine di una dimensione linguistico-esistenziale che vuole rinnovarsi di continuo. È un elemento che a mio parere stride, quasi blocca d’attrito alcuni momenti in cui l’elemento dominante è un movimento caratterizzato da armonica sensualità.

   

  • Giacomo Vit

Alcuni punti a favore della raccolta:

  1. Una forte musicalità nella scelta delle parole e nella loro sapiente disposizione; controllo ferreo del verso, senza sbavature, senza parole in più; uso elegante, mai forzato e banale della rima; titolo assolutamente azzeccato.
  2. Immagini originali, inaspettate, come: “E’ un flauto che non suona / il tuo collo caldo del mattino”// “La mia pelle è un cielo / di cui prendere le misure”// “Uniti per la cerniera fino a sentirsi le ossa”;
  3. Controllo del sentimento, che in poesia può prendere la mano. Es: “Sta in una mano il mio seno” ecc., in cui a dominare è l’essenzialità, con il bianco che segue, il non-detto, anch’esso fondamentale;

Un punto negativo:

In realtà non lo trovo, ma se dovessero puntarmi una pistola alla tempia, l’unica cosa che potrei dire è che io amo le raccolte non troppo lunghe, tipo plaquette, dove si rimane dentro le 30 poesie. In questo ho in mente le raccoltine del primo Luzi. Ma è una fissazione mia, personale, perché in realtà questa raccolta va bene così.

    

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One thought on “Un esperimento: rubrica tre pregi e un difetto. Su “Coniugata con la vita” di Miriam Bruni”

  1. E’ stato un piacere e un onore per me inaugurare questa rubrica. Ringrazio di cuore chi ha speso tempo e intelligenza per leggere e fare una critica alle settanta liriche che compongono “Coniugata con la vita”. In particolare ho apprezzato i seguenti punti: il “nitore” sottolineato da Polvani, il carattere “esistenziale” della raccolta evidenziato dalla Galbucci, il “gradevolissimo uso della metafora” riconosciutomi dalla Modica e la “forte musicalità” di cui scrive Vit tra i primi pregi riscontrati. E grazie anche ai tanti chi l’hanno letta, questa rubrica!

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