Seamus Heaney, un premio Nobel in una busta di plastica, di Giovanna Iorio

Seamus Heaney, un premio Nobel in una busta di plastica, di Giovanna Iorio.

   

   

Ci sono persone speciali che rendono la vita più bella. A volte capita che queste persone ci sfiorino. Seamus Heaney era una persona speciale. In tanti hanno scritto di Seamus Heaney, il poeta irlandese Premio Nobel per la letteratura. Io, qui, voglio solo raccontarvi il mio incontro fugace con un uomo dai capelli bianchi e tanti libri in una busta di plastica.

Seamus-Heaney_2662775cQuesto ricordo risale a diciotto anni fa. Era il 1995, l’anno in cui a Seamus Heaney avrebbero conferito il Premio Nobel per la letteratura. Io studiavo al Trinity College, a Dublino. Il mio posto preferito era la biblioteca dell’ Arts Block, accanto a una grande finestra;  quando ero stanca di parole mi mettevo a guardare la gente che camminava nel parco. Quella sera pioveva a dirotto ed era già buio. Fuori, dall’altra parte del vetro, ad un tratto si fermò un uomo con i capelli bianchi. Aspettava che la pioggia smettesse un po’, non aveva l’ombrello.

Ci osservammo attraverso il vetro. Lui guardò la pila di libri dietro la quale mi nascondevo, io la sua busta di plastica Marks & Spencer. Dentro non c’era la spesa ma un sacco di libri. Poi mi rimisi  a leggere, e dimenticai la pioggia e l’uomo dai capelli bianchi. Quella sera raggiunsi un amico al pub. Mi chiese dove diavolo fossi. E poi raccontò del seminario tenuto da Seamus Heaney, al Trinity College. Io me l’ero perso… Era stata una lezione indimenticabile, disse. Seamus Heaney era arrivato in ritardo, tutto bagnato e con una busta di plastica Marks & Spencer. Da lì, come da un cilindro, aveva tirato fuori i suoi meravigliosi libri. E aveva incantato tutti. 

Ho incontrato Seamus Heaney in altre due occasioni, qualche anno dopo, ma questo è il mio ricordo più bello. G.I.

 

***

   

Fischione

per Paul Muldoon

Era stato sparato male.
Mentre lo spiumava
trovò, lui dice, le corde vocali –

come le canne di un organo
nella trachea spezzata –

e ci soffiò sopra
inaspettatamente
i propri brevi richiami del fischione.

   

(traduzione di Giovanna Iorio)

    

http://www.birdforum.net/opus/images/6/65/Wigeon_call.mp3

***

   

Widgeon

(for Paul Muldoon)

It had been badly shot.
While he was plucking it
he found, he says, the voice box –

like a flute stop
in the broken windpipe –

and blew upon it
unexpectedly

his own small widgeon cries.

   

(Seamus Heaney, “Widgeon” da The Faber Book of Contemporary Irish Poetry, 1986 Edited by Paul Muldoon p. 270) 

   

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4 thoughts on “Seamus Heaney, un premio Nobel in una busta di plastica, di Giovanna Iorio”

  1. Cara Giovanna, i poeti sono persone normali ( ce lo confermi) , ma forse hanno un guizzo di ” diversamente stanti”. Ti invidio l’esperienza.
    Ciao. Narda

  2. Condivido il pensiero di Narda e lo affermo nel mio articolo , qui postato. Certamente il tuo incontro con Seamus Heaney, resterà per te indimenticabile e magari sarai stata colpita dal suo modo di pensare e soprattutto dalla sua umiltà, non facilmente riscontrabile nel mondo degli intellettuali di altissimo livello.

  3. Ciao Narda e Nunzia. Grazie per il commento. Si, è vero, questo ricordo è prezioso per me. Mi fa piacere condividerlo. Non è la normalità di Seamus Heaney, però, al centro del mio ricordo, né la sua umiltà, piuttosto una luce che emanava dalla sua persona, dai suoi capelli bianchi, come se la lezione sulla leggerezza di Calvino avesse trovato dei capelli leggeri in cui vivere. C’è un altro ricordo di cui non sono testimone diretta, ma che posso raccontarvi. Una sera, davanti ad un pub, Seamus Heaney trovò una scarpa. Era una scarpa da donna. Lui la raccolse e cercò la donna che l’aveva perduta. Chiese un po’ in giro, ma nessuno venne a reclamarla. Allora, mentre beveva della buona birra in compagnia di amici, scrisse una poesia. Un suo amico chiese di leggere la poesia, ma lui disse che erano parole dedicate alla donna sconosciuta. Poi, uscendo dal pub, lasciò la scarpa dove l’aveva trovata.

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