Sei poesie di Antonella Facchinelli

Sei poesie di Antonella Facchinelli.

Antonella Facchinelli è nata nel 1963 a Padova  dove tutt’ora  risiede e lavora.

antoSue poesie sono apparse su alcune raccolte poetiche edite da LietoColle. Ha ricevuto una segnalazione di merito dalla giuria al premio “Arbor Poetica – Poesie su immagini di Stefano De Francisci” ed. LietoColle. Segnalata al premio di poesia e narrativa “Vigonza 9° edizione” e al Premio Giorgi, indetto dal circolo culturale le Voci della Luna di Sasso Marconi, nell’anno 2011 e 2013.

E’ presidente dell’Associazione culturale CARTEGGIO di  Padova che promuove eventi culturali con particolare attenzione ai percorsi poetici di autori locali.

   

   

Ho teso l’edera, le rose rampicanti
– per rendermi salvezza –
sul filo di un pensiero, quasi di morte
ma anche di coraggio.

Forse mi salverò e non dovrò pensarvi tutti
riunire le vostre voci per ricordarvi.
Qui, ci si dimentica degli aggettivi
rimane il letto, la porta, una minestra.

***

E’ una nuvola davanti alla luna che protegge gli occhi

E a cosa pensi? Ma niente, solo a questo buco nel cuore
che fa passare l’aria e fa volare tutto a destra e a manca.
Ma passa anche la luce che squarcia il petto
e polline ed api s’infilano, fanno calore sul pericardio.

E noi? Noi qui, a reggerci un poco le ali
a cucirci le schiene per non cadere di naso
a dirci che abbiamo proprio indovinato tutto
e non perdiamo più la voce a chiamarci.

***

Ieri
ho steso la lavanda sul vassoio, così
mentre ti rivestivi
ho cominciato a dirti del negozio
del nuovo taglio di capelli,
di questi giorni ormai andati
insieme al vino buono, all’olio sul pane.

Tutte le forme ed i colori
dei fiori, degli ortaggi
si erano fatti sentiero, ora
la terra preme sul bordo del fosso.
Domani, un altro filo di matita
disegnerà la strada, fuori
la pioggia bagna i pali delle viti.

***

Che sia la forza di una radice
o la rugiada sulle foglie; che sia
questo girovagare tra le lucciole
che manda segni al firmamento
e fa marcire l’amore scaduto
piantando il verbo andare
dritto nel cuore.

Sia questo o altro segnale
io vi aspetto
seguo il flusso del sangue
ascolto il suo fluire, inarrestabile
mentre riparo l’assenza
e nel silenzio vi chiamo
tenendovi nel grembo.

***

Via Straelle 3, Condominio Belvedere

Doriano ha cinquant’anni
un lavoro precario, intermittente
dà sempre un occhio al vuoto
quello che vede dal sesto piano
prima o poi si salverà dal domani.

Teresa ha messo un annuncio
“do bimbo in adozione”
si tiene la povertà, la muffa alle pareti
e qualche panno da rammendare.

Giuliano ha tette finte
la minigonna rossa ed occhi neri.
Vorrebbe un’operazione, un bacio vero
uno specchio nuovo appeso alla parete.

***

Voci di popolo

Dicono ci sarà un tempo migliore
con pane quotidiano e pesci sul piatto
l’ho letto sul giornale, quello
che tengo tra il petto ed il maglione.
Sorrido e pecco d’esistenza
anche se ho erbacce nelle scarpe
e con la mano sporco
l’acqua dell’acquasantiera.

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