Signorina prostata, poesie di Paolo Polvani

Signorina prostata, poesie di Paolo Polvani.

   

   

Le vecchie poetesse

Le vecchie poetesse amano i gatti e le nuvole,
gli aggettivi polverosi, conservano
cimeli di amori lontani e biglietti del tram

una vecchia poetessa non si sognerebbe mai d’impensierire
le gerarchie ecclesiastiche, o d’inseguire per la strada un vescovo
con l’ombrello alzato, cosa che gioverebbe molto alla sua poetica,
le consentirebbe finalmente di scrivere versi scintillanti e di affrancarsi
dall’ordine costituito della lingua. Per questo il mondo
quando muoiono le punisce con l’oblio

anche i gatti, gli amati gatti, passeggiano con spregiativo sussiego
nei loro versi e le nuvole sembra proprio che se ne infischino
e gli orti rispondono con un silenzio distante

si, le vecchie poetesse sono un buco nell’acqua, e ci rispecchiano

***

Signorina prostata

Signorina prostata la prego
non si tumefaccia, non s’ipertrofizzi,
veda di non troppo inturgidirsi
che altre sono le cose che richiedono
turgore, resti nei ranghi, impari
sobrietà, rispetti per favore
le regole di società: alle signorine
si addice compostezza, verecondia,
garbo, pertanto lei
veda di non allargarsi, di non uscire
dai limiti imposti dall’educazione,
sa bene quel che ci guadagno:
la mancata ricerca spasmodica
di un bagno, un’erezione che mi eviti
figure. In cambio io m’impegno
a usarle mille e più premure.
Non mi maltratti la povera
signora uretra; allora intesi
signorina, tanti saluti alla vescica.

***

Calendari

Per una tua visione tutta femminile la misura del tempo
si lega in qualche modo a fatti dell’abbigliamento.
Per i romani ab urbe condita segnava la scansione,
per altri ante e post cristum natum
delineava i versanti della storia. Per te invece
è quello scamiciato rosso, oppure quelle scarpe basse,
le torri gemelle pertanto coincisero con l’acquisto
di un tailleur verde acqua, e gli stivali neri
delimitano il tempo dell’attentato a Berlusconi.

Così oggi, che maggio ci ha costretti
ad archiviare il guardaroba dell’inverno,
per ogni capo è stato un susseguirsi
di avvenimenti, il tuo privato calendario
ha attinto dai titoli di testa dei giornali.

tn_luci della città ORIZZ

6 thoughts on “Signorina prostata, poesie di Paolo Polvani”

  1. . . . e anche un pochino cattive –– “Le vecchie poetesse” e “Signorina prostata”
    dicono di quello che si può dire di “Vecchi poeti” (come de palchi che dalla nascita ama i gatti, ad esempio) e “Signorino prostato” –– ma siccome nelle tre poesie gira
    intelligenza che funziona . . . perdono Paolo.

  2. Complimenti Paolo, per la freschezza di questi versi. Li trovo splendidi, ed esempio di una poesia umoristica, ma che sa di nuovo. nunzia binetti

  3. Ecco, tu non potevi mancare a questo numero :))
    Mi raccomando, sta’ lontano da certe “signorine” e anche da certe “poetesse” 🙁
    L’ironia gioco_gioiosa però non dà credito alla cattiveria, caro Paolo 🙂
    Sai divertire e far sorridere.
    Basta così, non ti dico che sei bravissimo: a dirlo si rischia che i poeti si s_montino la testa 🙂
    Ma tu sei un Poeta.

    Rosanna

  4. grazie a tutti per i commenti! era una piccola poesia nata per gioco, e se non è dispiaciuta ne sono felice! grazie anche a chi ha letto. vorrei chiarire che non si tratta di età anagrafica, ma di atteggiamento nei confronti della poesia. quando non riusciamo a incidere, a graffiare, a lasciare un segno, la nostra poesia è un buco nell’acqua. (e a volte come bucatore acquatico non ho rivali…:-)

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