Socrate disse, poesie inedite di Pietro Pancamo

Socrate disse, poesie inedite di Pietro Pancamo.

   

   

Morte antologica permanente

Siccome la vita
ci rovina la vita
(sempre!),
a giugno ho visitato
(un po’ turista, un po’ becchino
e un po’ parente sconsolato)
l’interessante morte
antologica permanente
delle mie speranze
migliori:
quanti sogni falliti
imbalsamati in bella mostra!

Li guardavo e piangevo
desolato nero,
dannandomi frenetico
la salute.

E adesso è soltanto
stanchezza rabbiosa
resistere ogni giorno
al ripetersi ingombrante del respiro

e della luce.

***

Rebound

Mi son beccato
l’amore rebound
del post-incontro;
e adesso
vorrei baciarti, sventola,
con la timidezza del tramonto.

***

Socrate disse

«Sì, Licone:
la mia amante me la tengo a mente
con le sue dolci rifattezze».

***

Anima e bagagli

Meticolosa nel seguirmi
va ligia al viaggio
la mia valigia
quando – fra dubbi e domande di servizio
(ma anche scorgendo
dal treno in movimento
quarti di paesaggio
di passaggio) –
parto anima e bagagli
per arrivi senza meta.

***

La Franci

Di mia figlia vado particolarmente padre e orgoglioso. «S’è infatti laureata col massimo dei voti!», ormai ripeto da due giorni all’impazzata, celebrando con chiunque i meriti di Franci (della Franci così brava) e riferendoli con vanto, perché… perché lo ammetto: di Francesca sono fiero! Ed anzi il mio quadretto d’amore assai paterno (questo che ho dipinto con frasi emozionate) lo firmo con affetto

 Fiero della Francesca

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