Sora, sorella, poesie di Daniele Barbieri

Sora, sorella, poesie di Daniele Barbieri

 

     

Sora, sorella 

 

per sora nostra morte corporale, per sora, sorella,
come un’amante, ka la morte secunda no’l farrà male,
no’l farrà, per sora nostra morte, quasi un’amante
la morte secunda, perché no’l farrà male, no’l
farrà, la morte secunda, non quella corporale, sorella,
come un’amante non ci farà del male, non
ci farà, sora, sorella, non ci farà male 

(2012) 

***

 

con le gambe dure, ferma per ingannare la morte,
scivola la morte lungo il tuo petto, la morte scivola 

lungo le mutande, tieni la pelle immobile, il nostro
gioco va condotto sino in fondo, ora trattieni il fiato 

adesso non devi dondolare la sedia, la morte
potrebbe ignorarti, non ti conosce in fondo, le gambe 

il fiato non fa rumore, la morte scivola nelle  

mutande, la morte forse si allontana, non parlare
non ti devi muovere, la morte scivola lungo il petto 

senza mai parlare, non ti conosce, magari non
desidera ancora toccarti 

(2019) 

***

 

allora, sentite, così non va, non va, a dispetto
di quello che sembra non vedete qui solo parole, 

quando scrivo mare ecco che ne toccate l’odore,
se siete davanti al mare gli occhi vanno all’orizzonte,  

se siete arrivati al di là dell’orizzonte il suono casa
vi riporta qui, ma se scrivo duecento annegati  

nel mare ecco che non toccate più l’odore e sentite
invece nel vuoto il terrore e la morte e quando siete
nel terrore e nella morte il gioco al rimando è finito
e non c’è orizzonte né suono di casa 

(2018) 

***

  

La morte di Eros 

 

flaccido, ma ancora e sempre glabro,
le ali appesantite, rese oscure
dall’alito del tempo, il viso tremulo
da bambino avvizzito, la faretra
vuota, quasi, di frecce senza punta,
l’ultimo sguardo alla madre, 
ingolfato d’affanno, sussurrando: 
“succhiamelo…” 

(2007) 

***

  

mi devi stringere, mi devi amare
devi affollarmi di visioni, mi devi essere
la vita che non sfugge, che resiste
al male che strattona, che si avvinghia
ai mattoni usurati del tuo cuore,
essermi viva devi, cara, calda
come un sole nel giardino di febbraio
quando la morte si scioglie sulla terra
e l’erba spera, fiuta, ride 

(2008) 

 

 

Daniele Barbieri vive quasi da sempre a Bologna, pur essendo nato non molto lontano, e insegna presso l’Accademia di Belle Arti.
Ha pubblicato, oltre a tanti articoli, diversi libri di carattere teorico sulla semiotica, sul fumetto e la comunicazione visiva, sulla musica e anche sulla poesia: Valvoforme valvocolori (Idea Books 1990), I linguaggi del fumetto (Bompiani 1991), Questioni di ritmo. L’analisi tensiva dei testi televisivi (Eri/Rai 1996), Nel corso del testo. Una teoria della tensione e del ritmo (Bompiani 2004), Tensioni, interpretazione, protonarratività (a cura di, numero monografico di VS, 98-99, 2004), L’ascolto musicale. Condotte, pratiche, grammatiche (a cura di, LIM 2008), Breve storia della letteratura a fumetti (Carocci 2009), Il pensiero disegnato. Saggi sulla letteratura a fumetti europea (Coniglio 2010), Guardare e leggere. La comunicazione visiva dalla pittura alla tipografia (Carocci 2011), Il linguaggio della poesia (Bompiani 2011), Maestri del fumetto (Tunuè 2012), Semiotica del fumetto (Carocci 2017), Letteratura a fumetti? Le impreviste avventure del racconto (ComicOut 2019).
Ha pubblicato due raccolte di poesie: La nostra vita, e altro (Campanotto 2004) e Distonia (Kurumuny 2018). Un’altra silloge, Canzonette, è apparsa nel volume collettivo Emozioni in marcia (Fara Editore 2015). Le sue poesie si possono leggere settimanalmente sul blog ancoraunaltrome.wordpress.com.
Altre info su di lui, e sue riflessioni sul mondo, all’indirizzo www.guardareleggere.net.  

 

        

Ksenja Laginja, No name

 

 

 

 

 

 

 

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