Sulla punta di una matita: Milo De Angelis a Bologna, reportage di Enea Roversi

Sulla punta di una matita: Milo De Angelis e Viviana Nicodemo a Bologna alla rassegna IGiovedìdiVersi, reportage di Enea Roversi.

    

    

Quando, durante la presentazione del quarto incontro de ITerziGiovedìDiVersi, Daniele Barbieri ha pronunciato le seguenti parole: “Milo de Angelis è probabilmente il maggior poeta italiano vivente.”  lo ha fatto sommessamente, quasi con pudore direi.
De Angelis, dal canto suo, ha risposto all’affermazione di Barbieri con un sorriso, uno di quei sorrisi sinceri e non ostentati.

Forse parlare dell’umiltà tipica dei grandi può sembrare retorico, ma l’atteggiamento di Milo De Angelis nei confronti di chi lo ascolta, il suo sapere elargito e non esibito, la sua capacità discorsiva, il suo modo sobrio e per nulla supponente di porsi con gli altri, tutte queste cose insomma fanno impallidire l’arroganza e la pochezza di certi poetastri che di grande hanno soltanto il proprio ego.

Milo De Angelis si è concesso con grande generosità al pubblico numeroso e attento (segnaliamo la cosa con piacere) e ha letto per parecchi minuti, con il suo stile allo stesso tempo magnetico e delicato, una serie di testi tratti dalla sua ormai quasi cinquantennale produzione letteraria.
È stato, questo momento di lettura, la naturale introduzione al film Sulla punta di una matita, soggetto e regia di Viviana Nicodemo: film sul poeta Milo De Angelis (e non solo), film sulla poesia (e non solo), film su Milano (e non solo).

Nel film Milo racconta e si racconta, percorrendo a piedi le strade di Milano, oppure attraversandole a bordo di un tram. Racconta della sua infanzia e dell’importanza del cortile, che è stato il primo vero luogo di formazione per intere generazioni ed ecco il ricordo di interminabili partite a pallone che duravano giornate intere. E se Milano era il luogo delle camminate, le colline del Monferrato, meta delle vacanze estive di allora, erano il luogo della bicicletta.
Poi il cinema, anzi i cinema, nel senso di sale cinematografiche: ce n’erano un tempo a Milano 132 (è lo stesso De Angelis a ricordarlo nel film, precisando di averli visitati tutti, uno per uno).
Nel film il paesaggio è un personaggio alla pari del poeta, i luoghi non sono scenografia, ma sceneggiatura: le immagini parlano di poesia e attraverso la poesia rifrangono nuove immagini.
“In nessun’altra città le periferie sono così importanti come lo sono a Milano.”: questa frase pronunciata da Milo De Angelis durante la presentazione della serata ci dice molto della sua poetica, ma anche della chiave di lettura che ne ha dato Viviana Nicodemo con il suo film.
Quella che emerge dalla lettura dei versi di De Angelis e dalla visione del film, infatti, non è certamente la Milano da bere o dello yuppismo: appare al contrario una città di sottopassi deserti, di muri pieni di scritte, di rotaie che s’incrociano, di tram illuminati all’alba nella nebbia, una città notturna popolata di gente che vive ai margini, perché di giorno tutti corrono e se non corri rimani indietro.

Ne L’Oceano intorno a Milano (Biografia sommaria, 1999) Milo De Angelis scrive: Milano lì davanti, lì davanti / come un’idea a perpendicolo / o uno sbocco di sangue / nel centimetro più lungo tra le tempie / guardiamo i pianeti della fortuna e poi ancora Ed è Milano: silenzio che chiama le cose, / nostro diritto naturale, la stessa sensazione / degli occhi che cercano un’orbita. La città è sempre presente, il luogo è sempre lì davanti, è attorno, è dentro: imprescindibile, inalienabile, legame quasi obbligato dal destino per via di quell’assonanza (Milo – Milano) che non è solo fortunata congiunzione astrale.

Il grande poeta (il più grande, o uno dei più grandi, poco importa) ci ha trasmesso le sue emozioni dal vivo e noi, al Costarena, le abbiamo condivise con lui.
Se dovessi usare una sola parola per riassumere l’evento, userei questa: gratitudine.
È stato davvero gratificante vedere la sala piena, ma lo è stato ancora di più osservare il poeta che, dopo la proiezione del film e dopo gli applausi finali, si tratteneva a parlare con le persone del pubblico, conversando amabilmente con loro, firmando copie dei suoi libri, rispondendo alle loro domande.
E quando fuori dal locale, in attesa di un taxi, Milo e Viviana hanno espresso la loro soddisfazione per com’era andata la serata e per la qualità delle condizioni con cui era avvenuta la proiezione: beh, a quel punto, chi ha organizzato l’evento poteva dire di avercela fatta.
La soddisfazione per la riuscita del quarto giovedì diverso la si leggeva, alla fine, negli occhi di Silvia Secco che brillavano di felicità: è grazie a lei, che l’ha fortemente voluta, se questa serata si è potuta realizzare.

Una serata da annoverare sicuramente nella categoria: indimenticabili.

    

     

Qui potete trovare il programma dell’intera rassegna iterziGiovedìdiVersi:

IterziGiovedìDiVersi: programma completo e sintesi delle serate trascorse

 

in apertura Ernesto Che Guerava, rivoluzionario, guerrigliero, scrittore, medico argentino, foto Renè Burri

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