Sull’uncino del suo ventre, poesie di Luigi Balocchi

Sull’uncino del suo ventre, poesie di Luigi Balocchi.

      

       

Luigi Balocchi nasce il 30 Giugno 1962 a Mortara. Nel 2007, ha pubblicato per Meridiano Zero -Il Diavolo Custode-, romanzo sulla vita e le gesta del bandito Sante Pollastro. Nel 2010, ha pubblicato con Mursia il romanzo -Un cattivo Maestro-. Per la GoWare, rispettivamente nel 2014 e nel 2018, pubblica – Il Morso del Lupo – e – Cuore Impiccato -. Nel 2017 – Atti di devozione -, sua raccolta poetica, è stata pubblicata da – Puntoacapo editrice -. Organizza corsi di Lingua lombarda. E’ redattore della Rivista indipendente di poesia e cultura Niederngasse e gestisce il Blog – La bella Poesia -.

         

La morta pigotta   

Che la morte vien di dentro,
dalla crepa. La mia bambola
rotta, la pigotta, così la chiamo.
Lei sussurra cantilene
che nessuno ha mai cantato,
io bambino sull’uncino
del suo ventre. Che credeva chissà
cosa cacciandomi quel giorno.
Ha fatto un altro maschio, altra
carne da sfamare. Dove
nasci sei costretto a crepare.

*

Marzo

Mi è dentro l’inverno. Vi è tutto raccolto
In un grumo. In questa
mia tana, dorme, sussurra, mi sfama.
Le stoppie annerite
custodiscono il corpo, la terra.
E’ Marzo l’inganno.
Sfacciato il germoglio mendica un fiore.
Lo avrà tra i più belli,
il più fragile e breve d’amore.
Se non sono mai nato, accoglimi tu
come morta natura.

*

Il pasto 

L’amore si è spolpato. Troppo tenera
la carne del nimal fatto a pezzi. Tutto
si rimesta nel sangue, in un brodo di ortiche,
mammelle. Sacrificale quel mio pasto
si consuma. Sono ingoiato, mai nato.
Chi ha dato la vita ha preteso la morte.

*

        

Paolo Figar, Il volo di Kafka

 

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