USA, poesie di Caterina Davinio

USA, poesie di Caterina Davinio.

   

   

Stazione di servizio, Arizona

Cos’è questo Occidente che
occhieggia dietro un motel
di sceriffi
siamo soli e dannati, noi,
non pensare oltre il suono di spade
che scivolano una sull’altra con rumore metallico
amplificato dall’elettronica
nella nostra macchina inondata di segnali, furiosa
di canzoni e di notte

scavalca i tuoi sensi
e ricordati il sazio infinito
sopra la tua baracca, il motel, il cielo disteso
tutto da dire e la vita sconfinata,
inafferrabile arrabbiata
e solo queste note disperate
a raccogliere frammenti.

Un cielo americano è il cielo
e io non lo perderò,
batto i miei ritmi
accendo il motore
vado sulla strada rossa
nel deserto
e mi sento viva
come una farfalla, un uccello migratore
capace di ali, di sole
e di poderosi vortici di vento.

*** 

Deserto della California

La California è un deserto
e lo ammetti con pudore e amicizia
con ritegno e orgoglioso patto
nel seno tenero di romantica
donna inglese

qui tutti giocano agli attori
e noi pure
il deserto ci conquista con il niente
sparso di cespugli e cactus
l’ho sognato un giorno
e oggi lo vedo
tutto ciò che vidi al mondo
un tempo l’ebbi sognato
e ora ti ascolto California di tramonti
di strade piane come direttrici infinite
dove bruciano il sole e i sogni
sotto il cielo rosso

ascolto i tuoi suoni
come un avventuriero
andiamo verso l’orizzonte
io e te, deserto
senza remore
tutto abbiamo perso
e tutto si può perdere
andiamo

galoppa veloce a briglia sciolta
tra i sassi l’impronta del serpente
e in cielo
l’alito di una carezza di vento
tiepido per amarmi,
per volermi bene.
Mi dici “Welcome”,
America,
sorella.
Che al tramonto segni i miei passi
indicando una meta rossa all’orizzonte infuocato.

    

Da: Cadere all’infinito, 2013.

Caterina Davinio (Foggia 1957). Dopo la laurea in Lettere si è occupata di arte dei nuovi media come autrice, curatrice e teorica. Tra i pionieri della poesia digitale, ha esposto in oltre trecento mostre in numerosi Paesi del mondo, tra cui sette edizioni della Biennale di Venezia ed eventi collaterali, le biennali di Sydney, di Lione, di Parigi, di Londra, di Atene, il festival E-Poetry a Buffalo (New York) e a Barcellona, Polyphonix a Barcellona e a Parigi, il festival di poesia di Medellín, la New Media Art Biennial di Merida, in Messico, e moltissimi altri. Inclusa in pubblicazioni e collezioni italiane e straniere d’arte, letteratura e avanguardie, ha ricevuto premi in Italia e all’estero per l’attività letteraria e artistica. Ha pubblicato i romanzi Il sofà sui binari (2013), Còlor còlor (1998); per la saggistica: Tecno-Poesia e realtà virtuali (2002) e sulla net-poetry Virtual Mercury House (2012); in poesia: Aspettando la fine del mondo (2012), premio Astrolabio per l’originalità del testo; Il libro dell’oppio (2012), finalista nel XXV Premio Camaiore; Fenomenologie seriali (2010), terzo classificato nel Premio Carver e menzione speciale nel Premio Nabokov; in corso di pubblicazione: Fatti deprecabili. Poesie e performance dal 1971 al 1996, Premio Tredici 2014. 

http://it.wikipedia.org/wiki/Caterina_Davinio

                           

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3 thoughts on “USA, poesie di Caterina Davinio”

  1. Poesie che sento in modo particolare. L’America rimane ancora la terra del sogno, la fuga, la ricerca di liberta’ e spazio. Piaciute molto. Complimenti!

  2. L’America dove si sa tutto e il contrario di tutto; Caterina ha fatto emergere le sue stratificazioni contraddittorie così .. l’ America resta ancora un sogno da raggiungere

  3. Belle! Queste poesie danno un senso di libertà, ma anche di inquietudine. L’America resta un mito, per quanto controverso, e il paesaggio diventa protagonista.

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