Nel magico silenzio di Valdo Immovilli

Nel magico silenzio di Valdo Immovilli.

                              

   

Il fiume,
l’argine destro del Po tra i pioppi
passeggiando e l’improvviso brillare del sole tra
le foglie mosse.

Mi era così caro il tuo nome e la
tua presenza: sono ancora confuso,
ma non c’è dolore rimpianto nostalgia.

E’ solo così com’è, com’era,
come rimane.

                     

*

                    

Salgo verso sera sulle colline con la
mia moto e già arrivato spengo anche
il motore se spaventa grilli e cavallette
in mezzo all’erba.
Lassù si vede: anche i corvi
che girano in agguato sul grano, ma non è
maturo e ancora le sue foglie hanno tempo
per accarezzarsi.
Il verde dei pini è il più strano
e i fagiani s’affogano dentro la macchia
dove le tortore s’innamorano piano.

                    

*

              

Le trepide conturbate allucinanti stelle
gli dei minori, gli angeli castigati troppo presto.
Il vecchio ha smantellato i pioppi che adornavano
la casa di campagna, e non adorna più la luna
le ginestre e il rauco cane che abbaia ai pini fermi
e l’uccello notturno.
La notte di settembre ci accompagna nell’uva
sdolcinata dove il canto del gallo tentenna.
Odo la voce amica nel magico silenzio dei lumi.
Nuovi segni già sono nel fieno stretto tra le corde
e gli occhi in alto e la bocca gentile che invecchia
incredula e altri ancora.
Mille sussurri piccoli alla luna nuova
che segna nitida l’ombra al sogno e poi si desta.

                               

                                 

landscape-near-chatou-1904-1 andre derain

               

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