Un gelato al limon: il versante liquido dell’eros. Versi di Roberta Lipparini

Un gelato al limon: il versante liquido dell’eros.
Versi di Roberta Lipparini.

   

   

870

Ti sei dimenticato il mio ombelico
le caviglie

Mi sono dimenticata la tua fronte
e i polsi

Dovevamo

con le labbra
un brevissimo assaggio

Resta incompiuto

il nostro paesaggio

***

862

Lo so.

Sto facendo troppo rumore.

Ma è una scala che non controllo
È un canto cui non resisto.

Mi premi la mano sulla bocca
per smorzare il volume
del mio piacere.

Io per prima sono stupita
dell’effetto delle tue dita
adesso
a premermi contro le labbra
a spingere il tuo odore contro le mie narici.

Il mio respiro diventa ancora più assordante così.

Non serve a niente la tua mano sulla bocca.

Non serve a niente se l’altra resta

lì.

***

831

Mai e poi mai
voglio andarmene illesa.
Se ti amo
è per essere presa.

***

505

Vorrei la concomitanza di gesti incompatibili
la simultaneità dell’averci, dell’averci avuto e dell’averci ancora
l’invenzione di amplessi inammissibili.

Vorrei l’intollerabile, l’improponibile
il rovesciamento della gravità in assoluta confusione
fusioni, innesti, rotazioni, la ridefinizione dell’impossibile.

Innocenti dell’impudicizia e dell’indecenza
ignoranti dell’oscenità e della spudoratezza
sovvertitori dell’arte figurativa e della scienza.

***

460

CONOSCENZA DEL LUPO

– Che labbra turgide che hai…
– E’ per baciarti meglio, bambina mia
– Che lingua lunga che hai…
– E’ per raccogliere tutto il miele, bambina mia
– Che coda lunga che hai…
– E’ per entrarti nel profondo del profondo, bambina mia.
– E le mani? A che ti servono le mani?
– A farti venir voglia di tornare anche domani…

                            

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17 thoughts on “Un gelato al limon: il versante liquido dell’eros. Versi di Roberta Lipparini”

    1. Povero Flavio, vivi ancora prima di giudicare…..sei abituato alle scatolette di tonno…evidentemente non riesci a vedere oltre….

      1. Cara Monica, grazie per la “difesa”, ma in effetti chi, come me, ha praticato sesso nelle scatolette di tonno (in particolar modo quelle all’olio di oliva) può accettare di buon grado il commento cui ti riferisci. L’erotismo è un fatto personale. Le acciughe te lo possono confermare.

  1. Cara Monica, fai l’avvocato d’ufficio di mestiere? Mi sono letto poesie tipo questa:
    Mai e poi mai/ voglio andarmene illesa./ Se ti amo/ è per essere presa. E non è sulle mie corde, ho commentato il lavoro dell’autrice e niente altro. Commentato, non giudicato: guarda bene le letterine così capisci meglio “c o m m e n t a t o”. Quindi evita anzitutto sciocchi attacchi personali a chi col proprio nome ha espresso liberamente il proprio commento a poesie e non a persone. Dopo di che commenta il lavoro a tua volta e di perché ti piace. Migliore difesa d’ufficio non c’è. Il tuo commento invece è degno di quei siti di scrittura de noantri dove si coniuga finta poesia con amatriciana. E ti dirò, alla non più verde età di 55 anni un po’ di esperienza, oltre che di letture in tema, l’ho. Saluti

  2. Mi dispiace dover ripetere l’inizio d’un commento lasciato nel numero di febbraio scorso su testi definiti erotici di una donna, giovane o meno che fosse:
    Mi scoraggia che una donna scriva versicoli d’aria senza poesia potenza amore
    erotismo. . .” Malgrado il mio commento quei testi hanno più arte di quelli letti qui.
    Non basta far notare che vuoi essere “presa”.
    Rispetto e ammiro profondamente la femminilità vostra e terrestre, perciò mi permetto di suggerire: imparate leggendo “Eros e Polis” di Claudia Ziroli.

  3. salve a tutti. versante ripido seleziona accuratamente testi e autori da proporre quindi ritengo senz’altro doveroso spezzare una lancia in favore di Roberta Lipparini che ha maturato un suo personalissimo stile adulto percorrendo prima la strada della poesia per l’infanzia. il suo verso e’ studiato in modo da arrivare diretto e senza fraintendimenti, leggero e giocoso anche quando propone temi dolorosi con i quali crea voluti contrasti. la poesia della Lipparini e’ quella che io definisco “sleale” perche’ colpisce duro quando non te lo aspetti. in quanto all’erotismo di per se’ , non mi esprimo perche’ ognuno di noi ha visioni e sogni erotici che vengono o meno stimolati dalle piu’ disparate situazioni. mi inchino certamente nei confronti di Alfredo De Palchi, un maestro, e di Flavio Almerighi che mastica poesia da lungo tempo oltre a comporre in modo mirabile. Ringrazio anche Alfredo per la lusinga relativa alla mia poesia, e’ troppo buono con me, non lo merito! detto questo invito pero’ entrambi a un approfondimento generale della poetica della Lipparini, magari in ambito non erotico, che non merita certo stroncature.

  4. Cari che siete intervenuti, la poesia tutta (e certo, anche la mia, di cui qui trovate poche righe) non merita rancori. Non merita che esibiate curriculum sulle vostre prestazioni sessuali personali. Le stroncature andrebbero fatte con garbo. Io non ho mai definito queste poesie “erotiche”. In questi testi prevalgono l’ironia e il sorriso. A ciascuno la sua definizione e il suo gusto. A tutti… andrebbe la gentilezza. Vi saluto e scusate per la brutta faccia arrabbiata che ho nell’icona…. non l’ho scelta io.

  5. E chiudo (scusandomi con Versante Ripido) dicendovi che ho letto un bel po’ di poesie orribili nella mia vita (forse anche vostre?) ma mai ho avuto la presunzione di comunicare all’autore che, secondo mia sentenza, la sua era “finta poesia”, “senza arte”… addirittura “senza amore”.

  6. Cara Roberta , scrivere poesie sull’argomento eros è difficile, si scopre la parte nascosta e preziosa. Ho trovate le tue piene di verità e non letterarie. Buone. Non mi stupisce che le stroncature vengano da maschi: la loro sessualità è diversa da quella nostra.
    Narda

  7. Da profano, ho trovato questi piccoli scritti molto “veri”. Chi conosce un po’ le donne sa che hanno, nascosta talvolta, una vena che affonda nel piacere dell’essere catturata, presa, “usata”, se mi si passa la parola. Sono animali da sesso, più dell’uomo che del sesso fa più prosaicamente un sol boccone.

    Non so cosa sia la “poesia”, lo sapete voi artisti, ma immediatamente, leggendo, ho pensato che in quelle parole ci sono molte donne, spesso terrorizzate dal volerlo essere. Spesso autocastigate, anche nell intimità di coppia, da uomini che quella vena non capiscono e non aiutano a uscire…

  8. Ho trovato interessante questi appunti, non vedo offese, e non credo c’entri nulla la sessualità maschile e femminile (questione ben complessa). Qui parliamo, credo, di poesia e,personalmente, le poesie di roberta mi sono piaciute. Certo, è un erotismo lieve, ironico (fino a un certo punto), vi è uno stile, un linguaggio personali e un “modus” di trattare il tema “erotico” affatto greve, banale o compiaciuto, e questi mi sembrano già titoli di merito. La poesia erotica di Claudia è certamente molto diversa (e mi piace molto) ma è ovvio che ognuno/a senta questo tema a modo suo. I gusti poi sono soggettivi, e si è liberi di apprezzare maggiormente l’uno o l’altro (e i mille altri esistenti!). Insomma non vedo ragione di tirare in ballo le scatolette di tonno e le personali sessualità. Le poesie di Roberta, ripeto, mi sembrano riuscite (nel suo modo) e interessanti. Se a qualcuno non sembrano valide o sufficientemente “erotiche” spieghi tuttavia, per piacere, perché. un saluto a tutti!

    1. Perché sono di una banalità sconcertante, sarò stato fuorviato dal titolo della rubrica (versante liquido dell’eros) comunque quando leggo cose tipo i brani numerati con 870. 831. o 460., siano poesie erotiche o idrografiche, o cosa, siano state scritte da un uomo o da una donna, giovane, anziano/a, li abbia scritti Lipparini o Zoff Gentile Cabrini, sono banali e basta. Robe del genere si leggevano sui diari scolastici delle compagne di classe negli anni ’70.

  9. ma una poesia sull’eros (dell’autrice, evidentemente) deve essere erotica, cioè suscitare l’erotismo del lettore o lettrice attraverso la lettura? sono due territori nemmeno confinanti, direi

  10. Gentile Signor Almerighi, si è spiegato sufficientemente bene, perché continua ad infierire sul medesimo tasto? Tengo cara la mia banalità, che non scambierei con la ermetica incomprensibilità dei suoi scritti. Lascio a lei i colti e gli eletti e a me, gli amanti dei vecchi diari scolastici. Spero che questo sia un addio ai suoi e ai miei ripetitivi commenti in questo blog

  11. molto stimolanti e immaginifiche, mi sono piaciute davvero… il gioco non è tanto su ritmo e metrica, sulle parole o il loro suono (forse è questo che “scandalizza” qualcuno?) ma sulle situazioni sorprendenti e intriganti… brava roberta, mi piacerebbe leggere anche altre cose tue, ora provo a cercarti qui su VR… 🙂

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