Un gelato al limon: il versante liquido dell’eros. Versi di Vladimir D’Amora

Un gelato al limon: il versante liquido dell’eros.
Versi di Vladimir D’Amora.

   

   

Come i tuoi occhi l’incontro
nel verde, in questa pietra
incollata all’aperto perdiamoci
anche le vene vuote è l’anima
sfibrata ferendosi la carne
che cela potrei farti la rivoluzione
sfondare da dio la tua bava fisica
vederti aperta come un fiore
ma nel nulla nella mano un chiodo
che dorme.

***

Ecco che il fiato gli spaccò la voce.
Può definirsi questo l’unica bocca
resta come l’amianto spento
e andarono a guardare il mare
caddero nel bacio
della scelta un teso
beato buco di sostanza. Come illesi.

***

Anch’io
con questa colla nella gola
infame è il suo mancare
quel chiuso strappo di una sera
e poi straripa l’urlo
indovinato l’elemento
dalla mia carne traggo
mute parole,
la voglia del tuo pelo
alto, l’estrema pace
di una goccia allegra.

***

Noi siamo la tua tesa contentezza
la verticalità insaziabile del cazzo
mi cresci nelle pelle
come la bava data e dalla mano
agiti è il mio vero inizio
e ti è sconosciuta
questa spinta è il seme
mio tu non l’annulli
e bevi.

                                     

diga Tre gole, Cina
diga Tre gole, Cina

 

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