Il viaggio nel lago del mistero, di Giorgina Busca Gernetti

Il viaggio nel lago del mistero, di Giorgina Busca Gernetti.

   

   

Dalla squallida vita ormai delusa,
lentamente si spoglia del suo corpo
lasciato immobile come una veste
vuota, afflosciata, senza più colore
nel canneto del lago
dall’acqua tenebrosa, grigia, livida. 

Vaga lo spirito libero e lieve
nel bruno del crepuscolo, nell’acqua
del lago, sulle pietre della riva,
pietre-macigni ancora tormentosi
per l’anima trafitta
dal buio della vita appena spenta.

Una porta di ferro nero sbarra
la strada verso l’Oltre ed il Mistero,
verso l’ambita Soglia
segreta per gli umani, che nel buio
del dubbio sulla sorte si trascinano.
Lo spirito s’accosta…

Soglia oscura, serrata.
La chiave ov’è, per fendere quel ferro
che acceca gli occhi acuti dello spirito,
il comprendere nega, lo svelare
il Mistero che domina nel mondo,
oscura e fitta tenebra?

La Soglia è impenetrabile.
Lo spirito sconfitto ed umiliato
vaga sul lago grigio senza sosta,
nel lago oscuro senza meta vaga.
Non luce vera illumina i suoi giorni,
non luce sul Mistero.

Lo spirito angosciato nella torbida
acqua del lago immobile
vaga ondeggiante di notte, di giorno,
nell’aurora rosata sopra i colli,
al tramonto del sole che s’immerge
nel grigio freddo e cupo.

Scruta attento lo spirito
tra le canne dell’ansa paludosa:
ondeggia tra le placide acque grigie
una veste fiorita
che un ricordo ridesta doloroso
ma vago, incerto e labile.

Cerca un corpo lo spirito vagante,
il suo corpo, ma nulla ricompare
nel canneto sferzato da folate
improvvise di vento.
Nessun corpo nell’acqua ormai increspata,
irta di spuma e creste.

Solo una veste logora,
strappata, sfilacciata, ma fiorita
come nel suo ricordo,
d’angoscia punge, trafigge lo spirito
vagante solitario sopra il lago,
nel lago fondo immerso.

                         

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5 thoughts on “Il viaggio nel lago del mistero, di Giorgina Busca Gernetti”

  1. Ho visto un film bellissimo, La Caduta di Casa Usher di Jean Epstein, dove più che al fuoco, al vento, alla cripta, il richiamo è spesso verso il lago, l’acqua, come ingresso nella dimora dei morti, misterioso, torbido, che tutto inghiotte, e ne ho trovato interessante analogia con questo capolavoro a firma Giorgina Busca Gernetti la cui scrittura come sempre è limpida, ben costruita, capace di costruire immagine e ambiente al servizio del lettore. Ho letto con piacere e ne ho tratto profonda emozione.

    1. Leggo solo ora questo lusinghiero commento. Gentilissimo Flavio, come sempre trovi nella mia poesia ciò che altri non vogliono vedere. E’ molto interessante l’accostamento con un film che purtroppo non ho visto, ma immagino appropriato.
      Ti ringrazio di cuore perché hai capito qual era la ragione del mio viaggio.
      Giorgina

    1. Ti ringrazio per l’informazione. Anch’io ho un poco un gusto “gotico” in alcune mie poesie, come l’amato Edgard Allan Poe. In questo mio scritto, però, che fa parte di un poemetto dal titolo “L’anima e il lago”, sono mossa dal desiderio di sapere e soprattutto dall’amore. C’è però una leggenda su un piccolo lago presso Varese…

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